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Esami Ecografici in Gravidanza

Informazioni Generali

L'ecografia prenatale può riconoscere/escludere un certo numero di malformazioni maggiori; la ricerca delle malformazioni maggiori ed il loro riconoscimento ha consentito di ridurre l'handicap infantile e la mortalità perinatale. Il riconoscimento prenatale di alcune anomalie ha permesso di ridurre la mortalità perinatale stabilendo il management della gestazione ed il timing del parto e indirizzando le gestanti con feti portatori di tali anomalie presso strutture idonee al trattamento delle stesse. 

La Società Italiana di Ecografia Ostetrica Ginecologica (SIEOG) consiglia in gravidanza 3 ecografie, una per trimestre; la stessa sucietà ha elaborato Linee Guida sulle finalità e le indicazione delle ecografie; la capacità dell'ecografia prenatale di riconoscere le anomalie è maggiore nel 2° trimestre con sensibilità compresa tra 30% e 61%. 

Da questo si evince che nessuna patologia fetale può essere sempre riconosciuta con l’ecografia.

Lo studio ecografico prenatale dell'anatomia fetale è fortemente condizionato da diversi fattori, che possono falsare i risultati, nonostante  la correttezza dell'esame; tali fattori sono: 1) l'epoca di gestazione, 2) la variabilità della morfogenesi fetale (in pratica la diversità dei tempi di sviluppo del corpo fetale), che non sempre consente deduzioni definitive con un unico esame ecografico, 3) la storia naturale della  malattia, 4) l’indicazione all’esame, 5) l'adipe materno, 7) la posizione sfavorevole del feto, 8) le anomalie di quantità del liquido amniotico, 9) la gemellarità.

Nel 1° trimestre di gravidanza è possibile studiare  pochi dettagli dell’anatomia fetale; è da considerare quindi difficile, una diagnosi di anomalia fetale. Tra 11 e 13 settimana di gestazione l’ecografia permette la valutazione della Translucenza Nucale (NT) che rappresenta, se è aumentata, un elemento di sospetto per cromosomopatia, cardiopatia congenita o sindrome genetica; una NT aumentata non indica necessariamente che sia presente una delle suddette condizioni ma rende opportuno un approfondimento diagnostico, mentre se è sottile indica un basso rischio. 

Nel 2° trimestre si hanno le migliori condizioni per studiare l'anatomia fetale: dalla 20a settimana lo studio del cuore fetale permette di individuare il 40-50% delle cardiopatie; alcuni difetti cardiaci non possono essere diagnosticati. Lo studio per le malformazioni del sistema nervoso centrale ha una sensibilità del 68% - 92% con punte di sensibilità per alcune anomalie quali i difetti del tubo neurale (spina bifida) per cui si ha un’elevata  sensibilità (90-95%) che scende a valori molto più bassi se consideriamo solo il secondo trimestre; infatti, lo studio della colonna vertebrale è indaginoso nel secondo trimestre (per la non completa ossificazione del tratto sacrale) mentre è più accurato nel terzo trimestre e la diagnosi è molto difficile quando i difetti sono piccoli e localizzati a livello sacrale. La valutazione delle anomalie dell'apparato urinario presenta una sensibilità tra il 24% ed il 90%; alla 20a settimana possono esserci difficoltà nella visualizzazione dei due reni. Lo studio dell'addome (sensibilità 24%-72%)  può consentire l'individuazione di difetti di chiusura della parete addominale e di anomalie ostruttive del tubo digerente; i primi possono essere riconosciuti agevolmente mentre i secondi non sono sempre suscettibili di diagnosi sia in relazione al grado che al livello dell'ostruzione (le anomalie del colon ed anorettali non sono identificabili), mentre per alcune di esse la diagnosi è possibile solo nel terzo trimestre. L'epoca migliore per la visualizzazione degli arti fetali è tra le 18 e le 25 settimane e la diagnosi ecografica delle displasie ossee presenta una bassa sensibilità (18%-53%) ed è essenzialmente confinata a quelle forme letali riconoscibili nel secondo trimestre, mentre, in altri casi, la diagnosi è possibile solo nel terzo trimestre; è da considerare difficile il riconoscimento dei difetti delle mani e/o dei piedi; è quasi impossibile il riconoscimento dei difetti delle dita.

Nel 3° trimestre l'ecografia ha lo scopo di studiare nuovamente l'anatomia fetale valutata nel secondo trimestre ed eventualmente di individuare quelle patologie il cui riconoscimento è difficile/impossibile prima di tale epoca ovvero quelle patologie evolutive che possono comparire in qualsiasi momento della vita del feto. L'esame ecografico del terzo trimestre si completa con lo studio di placenta e liquido amniotico.


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